Copertina del libro Le Borboniche di Gigi Di Fiore della De Agostini-Utet

Recensione del libro «Le Borboniche» di Gigi Di Fiore

Il 12 novembre 2024 per la De Agostini-Utet è uscito il libreria il nuovo saggio storico “Le Borboniche” di Gigi Di Fiore. Il libro parla di otto donne che furono accanto ai sovrani di Napoli e di Sicilia dalla nascita della dinastia dei Borbone delle Due Sicilie, fondata nel 1735 da Carlo di Borbone (che lasciò poi il trono nel 1759 per divenire Carlo III di Spagna), sino all’epilogo delle vicende del regno con l’esilio nel 1861 degli ultimi sovrani a seguito del successo della spedizione garibaldina e dell’unificazione politica della penisola italiana.

Copertina del libro 'Le Borboniche' di Gigi Di Fiore

Attraverso le storie personali delle donne protagoniste del corposo volume, il testo ripercorre gli avvenimenti che segnarono i 126 anni della dinastia dei Borbone delle Due Sicilie guardando gli eventi da una prospettiva inusuale, dal punto di vista delle consorti dei principi e dei re della Casa reale e con l’attenzione rivolta alla loro sensibilità, alle loro reazioni, al ruolo che ebbero all’interno del sistema di potere della monarchia del Regno delle Due Sicilie.

Nel saggio si parla di Maria Amalia di Sassonia, moglie di Carlo, prima regina della dinastia, che visse negli anni in cui furono realizzate le eleganti opere architettoniche e gli edifici che divennero vanto del regno e dimore dei sovrani e delle loro corti (Reggia di Caserta, Acquedotto Carolino, Belvedere di San Leucio, Teatro San Carlo, Reggia di Capodimonte, Reggia di Portici, Real Albergo dei Poveri).

Si raccontano le vicende di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena – moglie di Ferdinando I, che attraversò la tormentata stagione della Repubblica Partenopea, dei regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat e dell’esilio in Sicilia – e di Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, che il sovrano sposò in seconde nozze ricorrendo alla formula del matrimonio morganatico, ossia senza che potesse avere implicazioni dinastiche o creare interferenze nella linea di successione al trono.

Viene narrata poi la triste storia dell’arciduchessa Maria Clementina d’Asburgo-Lorena che non divenne mai regina – prima moglie del principe Francesco, duca di Calabria, il quale salirà al trono col nome di Francesco I di Borbone – e si rievoca la figura di Maria Isabella di Borbone-Spagna, che il sovrano di Borbone sposò in seconde nozze.

Vengono infine ricostruiti gli episodi della vita della beata Maria Cristina di Savoia, prima moglie di Ferdinando II, morta dopo la nascita dell’erede al trono, e della seconda moglie Maria Teresa d’Austria-Teschen, che affronterà accanto al sovrano i moti rivoluzionari del ‘48 e un decennio più tardi – con la morte del consorte – lascerà il testimone a Maria Sofia di Wittelsbach, consorte di Francesco II.

L’ultima regina delle Due Sicilie restò degnamente accanto al re durante i mesi convulsi della Spedizione dei Mille e della successiva conquista dell’Italia meridionale da parte delle truppe garibaldine, soppiantate poi dall’Esercito Piemontese. Dell’aquiletta bavara, come la definì D’Annunzio, si riportano gli atti di coraggio durante l’assedio della roccaforte di Gaeta, dove i sovrani tentarono un’ultima disperata resistenza per difendere il regno e l’onore della dinastia. Il suo ardimento e il suo sprezzo del pericolo le valsero l’appellativo di eroina di Gaeta. Andrà in esilio insieme al consorte, prima a Roma, ospite di Pio IX, poi dal 1870 fuori dall’Italia.

Il libro è avvincente e la lettura risulta piacevole e procede spedita. Nonostante sia un corposo volume di oltre 500 pagine, si viene letteralmente catturati dalle vicende che vengono narrate. È un saggio storico ma dal testo emergono le grandi doti di narratore di Gigi Di Fiore che conferiscono ad ogni sua opera anche un indubbio valore letterario.

Gaetano Ferrara